In breve
- Per sposarsi civilmente in Italia si chiedono prima le pubblicazioni all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza di uno dei due; restano affisse almeno otto giorni, oggi all’albo pretorio online (Codice civile, artt. 93–94; DPR 396/2000, art. 55).
- Il matrimonio si può celebrare dal quarto giorno dopo la fine delle pubblicazioni — in pratica, dal dodicesimo giorno dall’inizio, come indicano Roma e Torino — ed entro i 180 giorni successivi, altrimenti le pubblicazioni vanno rifatte (art. 99).
- Ai residenti non si chiedono quasi documenti, perché il Comune acquisisce i dati d’ufficio; si paga una marca da bollo da 16 €, due se gli sposi abitano in Comuni diversi (Roma e Torino, ottobre 2026).
- Nella sala e negli orari ordinari il rito civile è gratuito per i residenti in molte città — Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna —; le sale di pregio hanno una tariffa: la Sala Rossa del Campidoglio costa 174 € se uno dei due è residente a Roma (delibera del 19 dicembre 2025).
- Se non scegliete nulla vi sposate in comunione dei beni, ma la separazione si dichiara semplicemente nell’atto di matrimonio: nel 2024 l’ha scelta il 74,8% delle coppie (ISTAT).
In questa guida
- Le pubblicazioni: dove, come, con quali documenti
- Quanto durano: otto giorni, poi 180
- Quanto costa sposarsi in Comune
- In una villa o in un castello: quando il rito civile può uscire dal municipio
- Il giorno del sì
- Comunione o separazione dei beni
- Matrimonio concordatario e altri riti religiosi
- Dopo il matrimonio
- Il fotografo, in Comune
- Le domande delle coppie
- Fonti
In Italia il matrimonio civile è ormai la regola: nel 2024 il 61,3% dei 173.272 matrimoni è stato celebrato con rito civile, e lo era la metà dei primi matrimoni, il 50,2% (ISTAT). Per chi vive qui la burocrazia è leggera — una richiesta in Comune, otto giorni di pubblicazioni, una data — e il resto sono scelte: la sala, il giorno, chi vi sposa, il regime patrimoniale. Questa guida è per le coppie residenti in Italia; se nessuno dei due vive qui la strada è un’altra, e la trovate in sposarsi in Italia da stranieri.
Le pubblicazioni: dove, come, con quali documenti
La richiesta si fa all’ufficiale dello stato civile del Comune dove uno dei due ha la residenza, e le pubblicazioni si fanno nei Comuni di residenza di entrambi (Codice civile, art. 94): se abitate in due Comuni diversi, è il primo a chiedere al secondo di pubblicarle (DPR 396/2000, art. 53). La chiedete voi due insieme, o una persona a cui avete dato uno speciale incarico (art. 96). Ogni Comune ha la sua procedura; quattro esempi di ottobre 2026:
- Roma: al Municipio di residenza di uno dei due, con documento di riconoscimento e codice fiscale e un modulo di autocertificazione; i certificati li acquisisce direttamente il Comune, che vi comunica poi la data per la promessa di matrimonio.
- Milano: di persona allo sportello dell’Ufficio Matrimoni di via Larga, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:00, senza appuntamento; «non è necessario presentare alcun documento».
- Torino (Piemonte): online, con SPID, CIE o CNS, allegando il documento d’identità; l’ufficio evade la richiesta entro 60 giorni, e la data del matrimonio si concorda quando firmate le pubblicazioni.
- Firenze (Toscana): richiesta online; entro 60 giorni l’ufficio vi contatta per fissare l’incontro in cui si redige e si firma il verbale.
Per legge siete voi a dichiarare i vostri dati, e il Comune può acquisire d’ufficio i documenti che servono (DPR 396/2000, art. 51). Se uno dei due è cittadino straniero, servono invece il nulla osta del suo paese e, se occorre, la traduzione: li trovate in sposarsi in Italia da stranieri.
Quanto durano: otto giorni, poi 180
L’atto di pubblicazione resta affisso almeno otto giorni (DPR 396/2000, art. 55); oggi l’affissione si fa all’albo pretorio online del Comune, che per legge vale come pubblicità legale (legge 69/2009, art. 32). Il matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno dopo la fine delle pubblicazioni e, se non lo celebrate nei 180 giorni successivi, le pubblicazioni si considerano come non avvenute (Codice civile, art. 99). Roma e Torino lo traducono così: il primo giorno utile è il dodicesimo dall’inizio delle pubblicazioni.
Per gravi motivi il tribunale può ridurre il termine delle pubblicazioni e, per cause gravissime, autorizzare a ometterle (art. 100); in caso di imminente pericolo di vita si può celebrare senza (art. 101).
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| Da 12 a 9 mesi prima | Scegliete la data e la sala, e chiedete al vostro Comune come si prenotano: ogni Comune ha il suo calendario. Per il rito religioso, presentatevi in parrocchia (Milano consiglia almeno 8–6 mesi prima). |
| Da 6 a 3 mesi prima | Chiedete le pubblicazioni, tenendo conto che a Torino e a Firenze l’ufficio può impiegare fino a 60 giorni per istruire la richiesta. Decidete il regime patrimoniale; se volete una convenzione dal notaio, fissatela. |
| Non più di 180 giorni prima della data | Le pubblicazioni valgono 180 giorni dal loro compimento: chiederle troppo presto vi costringe a rifarle. |
| Almeno 12 giorni prima | Il primo giorno utile dopo l’inizio delle pubblicazioni (Roma, Torino). |
| Il giorno | Due testimoni con documento d’identità; se uno di voi o dei testimoni non capisce l’italiano, l’interprete (Torino). |
Quanto costa sposarsi in Comune
Le pubblicazioni costano una marca da bollo: a Roma e a Torino 16 € se siete residenti nello stesso Comune e 32 € se uno dei due risiede altrove; a Milano 16,52 € o 32,52 €, più altri 16 € se vi sposate in un altro Comune; a Firenze da una a tre marche da 16 €. La celebrazione nella sala e negli orari ordinari è gratuita per i residenti in molte città; le sale di pregio, i giorni fuori orario e gli sposi non residenti pagano una tariffa che decide ciascun Comune.
| Comune | Gratuito per i residenti | Esempi di tariffa | Fonte |
|---|---|---|---|
| Roma | All’Ufficio Matrimoni del proprio Municipio, nei giorni di apertura al pubblico | Sala Rossa del Campidoglio e altre sale capitoline: 174 € se almeno uno dei due è residente a Roma; 348 € nei feriali e 580 € nel fine settimana se uno dei due risiede in provincia. Spiaggia degli Sposi di Ostia: 350 € nei feriali, 400 € nel fine settimana per i residenti | Delibera di Giunta n. 492 del 19 dicembre 2025 |
| Milano | Negli orari ordinari (feriali, 9:30–12:30 e 15:00–15:30), se almeno uno dei due è residente o iscritto all’AIRE di Milano | Residenti fuori orario (16:00–17:00 e il sabato 9:30–13:30): 96 €. Non residenti: 500 € in orario ordinario, 596 € fuori orario. Si paga con bancomat alla prenotazione | Comune di Milano, 16 giugno 2026 |
| Torino | Se almeno uno dei due è residente, tranne nelle sedi auliche | Palazzo Madama, Accademia delle Scienze, Museo del Risorgimento, Teatro Carignano: 2.000 €; Sala Marmi di Palazzo Civico: 800 €; non residenti: 352 € | Comune di Torino, 13 ottobre 2026 |
| Firenze | Sala Rossa di Palazzo Vecchio, il mercoledì, il giovedì e il sabato dalle 9 alle 13 | Sala Rossa nelle fasce a tariffa maggiorata: 640 € per i residenti; Salone dei Cinquecento: 3.060 € per i residenti | Tariffe in vigore dal 25 febbraio 2025 |
| Bologna | Sala Rossa, se almeno uno dei due è residente | — | Comune di Bologna, 2024 |
Chi vi sposa può essere anche un amico: il sindaco può delegare la celebrazione a consiglieri, assessori o cittadini italiani che hanno i requisiti per essere eletti consigliere comunale (DPR 396/2000, art. 1). A Roma i diritti di segreteria per la delega sono 30 €; a Milano la delega è gratuita, e il celebrante deve avere la cittadinanza italiana, essere iscritto nelle liste elettorali e non essere parente né affine della coppia.
In una villa o in un castello: quando il rito civile può uscire dal municipio
Il Codice civile vuole il matrimonio celebrato pubblicamente «nella casa comunale» (art. 106); altrove solo se uno degli sposi non può muoversi per infermità o un altro impedimento giustificato, e allora davanti a quattro testimoni (art. 110). Ma i Comuni possono istituire uffici separati dello stato civile in altri luoghi, con una delibera della giunta (DPR 396/2000, art. 3), e il Ministero dell’Interno ha chiarito fin dove ci si può spingere:
- Mai per un solo matrimonio. Un luogo diventa sede di celebrazione solo con una destinazione stabile, non per la singola cerimonia; i giardini e i parchi comunali esterni alla casa comunale non bastano (circolare n. 29 del giugno 2007).
- Anche solo in certi giorni, o in una sola sala. Dal 2014 il Ministero, recependo il parere del Consiglio di Stato n. 196/2014, ammette una destinazione «frazionata nel tempo» — certi giorni della settimana o del mese — o nello spazio, purché precisamente delimitata e duratura o comunque non occasionale (circolare n. 10 del 28 febbraio 2014).
- Anche in un luogo privato. Una villa, un castello o un agriturismo possono ospitare matrimoni civili se il Comune ne ha la disponibilità con un titolo giuridico — comodato d’uso, locazione, usufrutto — con «ragionevole continuità temporale» ed esclusività, e non per un singolo matrimonio (Massimario per l’ufficiale di stato civile, 2014).
In pratica: chiedete alla location se è una sede di celebrazione riconosciuta dal Comune. Se non lo è, il rito civile si fa in municipio e in villa potete celebrare una cerimonia simbolica, che per il Massimario «non ha alcun valore giuridico». Vedete il rito simbolico in Italia e le location per matrimoni in Italia.
Il giorno del sì
- Chi celebra: il sindaco, o il consigliere, l’assessore o il cittadino a cui ha delegato la funzione (DPR 396/2000, art. 1).
- Due testimoni, «anche se parenti» (Codice civile, art. 107); secondo il Massimario non possono essere più di due. Il giorno del matrimonio portano il documento d’identità.
- La lettura degli articoli 143, 144 e 147 del Codice civile: tra l’altro, l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione (art. 143). Poi ciascuno dichiara di voler prendere l’altro in marito o in moglie, e l’ufficiale vi dichiara uniti in matrimonio (art. 107).
- L’interprete, se uno di voi non conosce l’italiano (DPR 396/2000, art. 66); a Torino lo indicano gli sposi già quando firmano le pubblicazioni.
- La separazione dei beni, se la scegliete, si dichiara qui, e l’atto di matrimonio ne fa menzione (DPR 396/2000, art. 64).
Comunione o separazione dei beni
Se non dite nulla vi sposate in comunione legale dei beni (Codice civile, art. 159): diventano comuni gli acquisti che fate durante il matrimonio, insieme o separatamente, mentre restano personali i beni che ciascuno aveva prima, quelli ricevuti per donazione o successione, quelli di uso strettamente personale e quelli che servono alla professione (Consiglio Nazionale del Notariato; artt. 177–179).
La separazione dei beni si sceglie con una semplice dichiarazione nell’atto di celebrazione oppure, prima o dopo, con una convenzione davanti al notaio, per atto pubblico e con due testimoni (art. 162; legge notarile, art. 48). Le convenzioni si possono stipulare in ogni tempo, ma verso i terzi valgono solo se annotate a margine dell’atto di matrimonio (art. 162). È la scelta della maggioranza: nel 2024 il 74,8% degli sposi ha scelto la separazione (ISTAT). Con un atto pubblico potete anche costituire un fondo patrimoniale, che destina determinati beni ai bisogni della famiglia (art. 167).
| Domanda | Comunione legale | Separazione dei beni |
|---|---|---|
| Come si sceglie | Automaticamente, se non dite nulla (art. 159) | Con una dichiarazione nell’atto di matrimonio, o con una convenzione dal notaio in qualsiasi momento (art. 162) |
| Che cosa è di entrambi | Gli acquisti fatti durante il matrimonio, salvo i beni personali (art. 177) | Niente per effetto del regime: ciascuno resta titolare esclusivo di ciò che acquista (art. 215) |
| Si può cambiare? | Sì, con una convenzione notarile annotata sull’atto di matrimonio | Sì, allo stesso modo |
| Nel 2024 (ISTAT) | Circa una coppia su quattro | 74,8% delle coppie |
Matrimonio concordatario e altri riti religiosi
Il matrimonio celebrato in chiesa ha effetti civili se viene trascritto nei registri dello stato civile, dopo le pubblicazioni in Comune (Accordo di Villa Madama, art. 8, ratificato con la legge 121/1985). Le pubblicazioni civili le chiede anche il parroco: senza la sua richiesta non valgono per il matrimonio concordatario (CEI, Decreto generale sul matrimonio canonico, n. 15; legge 847/1929, art. 6). A Roma gli sposi portano in Comune il modulo rilasciato dal parroco e ritirano poi il nulla osta per la chiesa.
- In chiesa il parroco legge gli articoli 143, 144 e 147 del Codice civile e redige l’atto di matrimonio in doppio originale (Accordo, art. 8; Decreto generale, n. 25).
- Dopo, il parroco chiede per iscritto la trascrizione al Comune entro cinque giorni, e l’ufficiale la effettua entro 24 ore dal ricevimento (Accordo, art. 8).
- La preparazione: la CEI prevede un tempo di preparazione immediata «normalmente non inferiore a tre mesi», e il verbale dell’esame dei fidanzati vale sei mesi (Decreto generale, nn. 3 e 10). L’Arcidiocesi di Milano consiglia di presentarsi al parroco almeno 8–6 mesi prima, con i certificati di battesimo e di cresima e il certificato civile contestuale.
- Altri culti: per un matrimonio davanti a un ministro di un culto ammesso, l’ufficiale dello stato civile rilascia un’autorizzazione scritta che indica il ministro; l’atto gli viene trasmesso entro cinque giorni e lui lo trascrive entro 24 ore (legge 1159/1929, artt. 8–10).
Le coppie dello stesso sesso, in Italia, non si sposano ma costituiscono un’unione civile (legge 76/2016): una dichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile, con due testimoni, nel Comune che scegliete; il Comune fa le verifiche entro 30 giorni, e l’unione va costituita nei 180 giorni successivi (DPR 396/2000, artt. 70-bis e 70-ter). A Roma la costituzione all’ufficio di stato civile è gratuita; a Torino si paga un diritto fisso di 16 €. Nel 2024 le unioni civili sono state 2.936 (ISTAT).
Dopo il matrimonio
- Il congedo matrimoniale. La durata la stabilisce il contratto collettivo: nel pubblico impiego, per esempio, sono «15 giorni consecutivi» (CCNL Funzioni centrali 2019–2021, art. 24). Gli operai dell’industria e dell’artigianato ricevono anche l’assegno INPS per congedo matrimoniale, pari a sette giorni di retribuzione, che non spetta a chi celebra il solo matrimonio religioso (INPS).
- Il cognome. Per il Codice civile la moglie aggiunge al proprio il cognome del marito (art. 143-bis), ma all’anagrafe le schede delle donne coniugate restano intestate al cognome da nubile (DPR 223/1989, art. 20).
- Il regime, se l’avete dichiarato, è già scritto nell’atto di matrimonio; una convenzione successiva va annotata a margine dello stesso atto (art. 162).
Il fotografo, in Comune
- Il rito in Comune ha un orario fisso: il fotografo deve essere in sala prima che entri l’ufficiale, non a cercare parcheggio.
- Chiedete le regole della sala: se si può fotografare e riprendere durante il rito, e dove può stare il fotografo.
- La firma dell’atto, con i due testimoni, è l’unico momento in cui tutti si fermano: il migliore per le foto con la famiglia.
- In una sede aulica, una Sala Rossa o una villa riconosciuta dal Comune, contano l’ora e la luce: il periodo migliore per sposarsi in Italia ha stagioni e tramonti.
Le domande delle coppie
Dove si fanno le pubblicazioni di matrimonio?
All’ufficio dello stato civile del Comune dove uno dei due sposi ha la residenza; se abitate in Comuni diversi, le pubblicazioni si fanno in entrambi, ed è il primo Comune a chiederle all’altro (Codice civile, art. 94; DPR 396/2000, art. 53). Torino e Firenze accettano la richiesta online, Milano allo sportello.
Quanto tempo prima vanno fatte le pubblicazioni?
Restano affisse almeno otto giorni, e il matrimonio si può celebrare dal quarto giorno dopo la fine — in pratica dal dodicesimo giorno dall’inizio — ed entro 180 giorni, altrimenti vanno rifatte (art. 99). Contate anche i tempi del vostro Comune: Torino e Firenze indicano fino a 60 giorni per istruire la richiesta.
Quanto costa sposarsi in Comune?
Le pubblicazioni costano una marca da bollo da 16 €, o due se gli sposi risiedono in Comuni diversi. Nella sala e negli orari ordinari il rito è gratuito per i residenti in molte città, tra cui Roma, Milano, Torino e Firenze; le sale di pregio hanno tariffe proprie, per esempio 174 € la Sala Rossa del Campidoglio per i residenti a Roma e 2.000 € Palazzo Madama a Torino (ottobre 2026).
Ci si può sposare civilmente in una villa o in un castello?
Sì, se il Comune l’ha istituito come ufficio separato dello stato civile, con una destinazione stabile e non per un singolo matrimonio (DPR 396/2000, art. 3; circolari del Ministero dell’Interno n. 29/2007 e n. 10/2014). Chiedete alla location se è una sede riconosciuta; altrimenti il rito civile si fa in municipio e in villa la cerimonia simbolica.
Un amico può celebrare il nostro matrimonio civile?
Sì, se il sindaco gli delega la funzione: possono essere delegati consiglieri, assessori e cittadini italiani con i requisiti per essere eletti consigliere comunale (DPR 396/2000, art. 1). A Roma la delega costa 30 € di diritti di segreteria, a Milano è gratuita.
Se non scegliamo il regime patrimoniale, cosa succede?
Vi sposate in comunione legale dei beni (art. 159): diventano comuni gli acquisti fatti durante il matrimonio, mentre restano personali i beni avuti prima e quelli ricevuti per donazione o successione. Per la separazione basta dichiararla nell’atto di matrimonio, oppure fare in seguito una convenzione dal notaio; nel 2024 l’ha scelta il 74,8% delle coppie (ISTAT).
Quanti testimoni servono?
Due, anche parenti (Codice civile, art. 107), e il Massimario dell’ufficiale di stato civile esclude che possano essere più di due. Il giorno del matrimonio devono avere con sé un documento d’identità valido.
Quanti giorni di congedo matrimoniale spettano?
Dipende dal contratto collettivo: nel pubblico impiego sono 15 giorni consecutivi (CCNL Funzioni centrali 2019–2021). Agli operai dell’industria e dell’artigianato l’INPS paga inoltre un assegno pari a sette giorni di retribuzione, che non spetta per il solo matrimonio religioso.
Con le pubblicazioni avviate, il resto: quanto costa un fotografo di matrimonio in Italia, le location per matrimoni e il periodo migliore per sposarsi. Quando avete la data, guardate i fotografi in Italia o raccontateci la vostra giornata e vi diciamo chi è libero.
Fonti
- Normattiva — Codice civile, art. 99 (quando si celebra dopo le pubblicazioni) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 94 (Comune di residenza) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 100 (riduzione e omissione delle pubblicazioni) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 106 (casa comunale) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 107 (forma della celebrazione, testimoni) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 110 (celebrazione fuori della casa comunale) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 143 (diritti e doveri dei coniugi) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 143-bis (cognome) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 159 (comunione legale) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 162 (convenzioni matrimoniali, separazione nell’atto) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 215 (separazione dei beni) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Codice civile, art. 167 (fondo patrimoniale) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — DPR 396/2000, art. 1 (delega della celebrazione) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — DPR 396/2000, art. 3 (uffici separati dello stato civile) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — DPR 396/2000, art. 55 (affissione per otto giorni) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — DPR 396/2000, art. 64 (contenuto dell’atto di matrimonio) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — DPR 396/2000, art. 70-bis (unione civile) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Legge 69/2009, art. 32 (pubblicità legale online) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Legge 121/1985, Accordo di Villa Madama, art. 8 (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Legge 847/1929, art. 6 (pubblicazioni richieste dal parroco) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Legge 1159/1929, art. 8 (matrimonio davanti ai ministri dei culti ammessi) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Legge notarile, art. 48 (testimoni per le convenzioni matrimoniali) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — Legge 76/2016, art. 1 (unioni civili) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Normattiva — DPR 223/1989, art. 20 (schede anagrafiche) (si apre in una nuova scheda) · normattiva.it
- Ministero dell’Interno — Circolare n. 29 del giugno 2007 (celebrazione fuori della casa comunale) (si apre in una nuova scheda) · dait.interno.gov.it
- Ministero dell’Interno — Circolare n. 10 del 28 febbraio 2014 (parere del Consiglio di Stato n. 196/2014) (si apre in una nuova scheda) · dait.interno.gov.it
- Ministero dell’Interno — Massimario per l’ufficiale di stato civile, edizione 2014 (si apre in una nuova scheda) · prefettura.interno.gov.it
- Roma Capitale — Pubblicazioni di matrimonio (si apre in una nuova scheda) · comune.roma.it
- Roma Capitale — Matrimonio civile: sale e tariffe (delibera G.C. n. 492 del 19/12/2025) (si apre in una nuova scheda) · comune.roma.it
- Roma Capitale — Unioni civili (si apre in una nuova scheda) · comune.roma.it
- Comune di Milano — Pubblicazioni di matrimonio (aggiornato il 2 settembre 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.milano.it
- Comune di Milano — Celebrazione di matrimoni e unioni civili (16 giugno 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.milano.it
- Comune di Milano — Delega per celebrare matrimoni e unioni civili (16 giugno 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.milano.it
- Città di Torino — Richiedere le pubblicazioni di matrimonio (13 ottobre 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.torino.it
- Città di Torino — Celebrare il matrimonio civile (13 ottobre 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.torino.it
- Città di Torino — Matrimonio o unione civile in una sede aulica (13 ottobre 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.torino.it
- Città di Torino — Costituire l’unione civile (29 giugno 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.torino.it
- Comune di Firenze — Pubblicazioni di matrimonio (7 ottobre 2026) (si apre in una nuova scheda) · comune.firenze.it
- Comune di Firenze — Sposarsi o unirsi civilmente a Firenze (si apre in una nuova scheda) · comune.firenze.it
- Comune di Firenze — Tariffe matrimoni e unioni civili (dal 25 febbraio 2025) (si apre in una nuova scheda) · comune.firenze.it
- Comune di Bologna — Celebrazione di matrimoni e unioni civili (2024) (si apre in una nuova scheda) · comune.bologna.it
- CEI — Decreto generale sul matrimonio canonico (si apre in una nuova scheda) · chiesacattolica.it
- Arcidiocesi di Milano — Indicazioni per i fidanzati: istruttoria matrimoniale (si apre in una nuova scheda) · chiesadimilano.it
- Consiglio Nazionale del Notariato — Comunione legale (si apre in una nuova scheda) · notariato.it
- Consiglio Nazionale del Notariato — Separazione dei beni (si apre in una nuova scheda) · notariato.it
- INPS — Assegno per congedo matrimoniale (aggiornato il 13 marzo 2025) (si apre in una nuova scheda) · inps.it
- CCNL Funzioni centrali 2019–2021, art. 24 (permessi per matrimonio) — testo pubblicato dall’INPS (si apre in una nuova scheda) · inps.it
- ISTAT — Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi, anno 2024 (19 gennaio 2026) (si apre in una nuova scheda) · istat.it




